Sarge in the Snow ❄️♓️

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@vanduz.bsky.social

In bilico tra Bologna e Ferrara. Vivo per la Montagna. Amo l’Irlanda. No Trump No Putin No Lega, No 5 Stalle. Alpino, europeista e fervente atlantista. #russiamerda sempre.

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Si raggiungono vette epiche solo per poter vincere ad ogni costo con una accozzaglia eterogenea. Nuova linfa grazie a Crisanti, senatore Pd, prestato alla causa con l’ok di Elly. Verso l’infinito ed oltre !

Fatemi capire. Siete contro la guerra e avete lasciato città che nemmeno Baghdad nel ‘91. Siete contro il carovita, bene, bravi quindi si ritorna all’esproprio proletario? E la commessa o il commesso a cui avete sfasciato la macchina non ce l’ha il problema del carovita? Ma la colpa è degli

Infiltrati fascisti all’interno delle manifestazioni. Eh sì, erano ben visibili quantitativi di “risorse” dedite al saccheggio che nemmeno i 40 ladroni. Ma andate a fanculo voi e gli infiltrati fascisti, va.

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I traditori dell' #Italia e dell' #EU insistono. Qui 👇🏽 trovate risposte alle loro farneticazioni. #VivaEU

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Benvenuti su Vatnik Soup Italia! Seguiteci per restare informati sui propagandisti filo-Cremlino, le loro narrazioni propagandistiche e l'enorme industria della disinformazione del Cremlino. Questo profilo ufficiale di zuppe Vatnik Soup è associato a @vatniksoup.bsky.social Buon appetito!

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Nella Zuppa Vatnik di oggi, spieghiamo perché l’Ucraina è così importante e perché smascherare i vatnik e confutare le loro narrazioni propagandistiche è fondamentale per contrastare le guerre di aggressione della Russia e raggiungere una pace autentica.

Oggi, nel 1963, avveniva il Disastro del Vajont. A causa di una serie di negligenze (si sapeva che la costruzione di una diga sul bacino del torrente Vajont fosse pericolosa per via dei fragili versanti dell'omonima valle), quel 9 ottobre avvenne l'inevitabile. A causa di una frana sul Monte Toc,

il bacino tracimò. L'acqua nel bacino artificiale invase il fondovalle e causò un disastro che spazzò via diversi paesi (tra cui Longarone), insieme a più di 1900 vite: il giorno dopo, sul luogo del disastro, erano già presenti gli Alpini, i Vigili del Fuoco e aliquote dello Us Army provenienti da

Aviano e Vicenza, che aiutarono a sfollare i sopravvissuti dei villaggi distrutti e parteciparono allo straziante recupero dei corpi delle vittime, in molti casi resi irriconoscibili e straziati dalla forza dell’acqua. Non tutti furono ritrovati.

AR70/90 , un orgoglioso pezzo di ferro autarchico che funziona sempre, pesante ed infallibile, capace di operare in svariate condizioni operative, molto preciso. Batte la famiglia M16/M4 americana perche il sistema a pistone è ispirato a quello del 47 ( notoriamente ininceppabile) , robustissimo un

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AR70/90 , un orgoglioso pezzo di ferro autarchico che funziona sempre, pesante ed infallibile, capace di operare in svariate condizioni operative, molto preciso. Batte la famiglia M16/M4 americana perche il sistema a pistone è ispirato a quello del 47 ( notoriamente ininceppabile) , robustissimo un

vero mulo da combattimento, forse meno raffinato di altri suoi coetanei degli anni 80/90 ma indistruttibile sul campo di battaglia. Meglio dell’ak74 per quello che riguarda l’usabilità e l’ergonomia, più preciso grazie alle tacche di mira protette e variabili. La munizione SS109 è più potente

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In today’s Vatnik Soup, we introduce an Italian journalist and political commentator, Marco Travaglio. He’s best known for being the most prominent pro-Russian voice in Italy and for spreading Russian disinformation almost every day on Italian TV.

Il 7 ottobre 2001 iniziavano i bombardamenti angloamericani in Afghanistan e prendeva vita l’ultima guerra afghana. Il regime cadde rapidamente, ma quella che sembrava una vittoria diventò l'inizio di un impegno destinato a durare vent'anni, durante i quali alla lotta contro Al Qaeda si aggiunsero

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Anche l'Italia pagò il prezzo, con 53 caduti e 723 feriti, dietro i quali rimangono famiglie, vite e sogni spezzati,persone tornate a casa portando con sé una parte di quella guerra. Vanno ricordati con rispetto per il loro impegno, ma anche l'onestà di distinguere il valore di chi ha affrontato

Il 7 ottobre 2001 iniziavano i bombardamenti angloamericani in Afghanistan e prendeva vita l’ultima guerra afghana. Il regime cadde rapidamente, ma quella che sembrava una vittoria diventò l'inizio di un impegno destinato a durare vent'anni, durante i quali alla lotta contro Al Qaeda si aggiunsero

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che tentarono di costruire qualcosa di diverso, ma nessuno di quei sacrifici può sottrarre il fallimento al giudizio. Per i Paesi intervenuti, la guerra terminò con il rientro degli ultimi contingenti; per molti feriti continuò dentro il corpo e nella memoria, mentre per gli afghani rimasti

fu il futuro stesso a rimpicciolirsi. Dopo vent'anni, chi aveva deciso l'intervento poteva dichiararlo concluso, invece chi ne aveva pagato il prezzo più alto rimaneva senza alcuna possibilità di chiudere il conto, con vent'anni finiti così, fra polvere e dolore.

Il 7 ottobre 2001 iniziavano i bombardamenti angloamericani in Afghanistan e prendeva vita l’ultima guerra afghana. Il regime cadde rapidamente, ma quella che sembrava una vittoria diventò l'inizio di un impegno destinato a durare vent'anni, durante i quali alla lotta contro Al Qaeda si aggiunsero

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fare i conti con il ritorno di un potere che lo considerava nemici, mentre per ragazze cresciute con la possibilità di studiare quella possibilità sarebbe stata nuovamente negata. L'Afghanistan rimane il ricordo di una guerra nella quale il coraggio individuale non riuscì a compensare

la fragilità del progetto politico, dove i risultati ottenuti sul terreno non furono sufficienti a garantire ciò che era stato promesso. Le vite salvate conservarono il proprio valore, così come lo conservarono il lavoro dei militari, dei medici, dei cooperanti e degli afghani

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dipendeva ancora dall'esterno per sostenere il proprio apparato militare. II ritiro era stato concordato dalla prima amministrazione Trump con l’accordo di Doha a febbraio 2020 e poi attuato e completato sotto la presidenza Biden, che ne modificò la scadenza ma non la decisione di lasciare il Paese.

Il ritorno dei Taliban a Kabul, il 15 Agosto, e le successive immagini dell'aeroporto mostrarono quanto fosse profonda la distanza fra il futuro annunciato e quello che si stava consegnando alla popolazione. L'evacuazione salvò moltissime persone, ma lasciò anche uomini e donne a

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È ingiusto sostenere che in quel periodo non sia cambiato nulla, perché scuole, cure, opportunità professionali e spazi di libertà avevano veramente trasformato la vita di molti afghani, soprattutto delle donne. Proprio quei risultati rendono più amaro il fallimento del ritiro

perché una generazione aveva imparato a immaginare e a sperare un futuro diverso, aveva creduto che le promesse ricevute avessero una durata superiore alla presenza delle truppe straniere. Quando nel 2021 venne meno il sostegno internazionale, emerse la fragilità di uno Stato che dopo vent'anni

Il 7 ottobre 2001 iniziavano i bombardamenti angloamericani in Afghanistan e prendeva vita l’ultima guerra afghana. Il regime cadde rapidamente, ma quella che sembrava una vittoria diventò l'inizio di un impegno destinato a durare vent'anni, durante i quali alla lotta contro Al Qaeda si aggiunsero

la ricostruzione dell’Afghanisran, l'addestramento delle forze afghane e la promessa di istituzioni capaci di reggersi da sole. Cambiavano i governi occidentali, i comandanti e i nomi delle missioni, mentre l'Afghanistan continuava a consumare uomini, risorse e credibilità.

Traraglio anche ieri sera a 8½ si è guadagnato la pagnotta russa quotidiana. Questa non è sicuramente la peggiore tra le fake di Traraglio. È solo il suo normale modus operandi per piegare le notizie alla SUA personale verità. Peccato che il sondaggio ucraino KIIS dicesse altro.

20 anni fa la Politkovskaja, 3 anni il macello del Nova Festival Oggi ti regalo la peste polmonare, e che la Trista Mietitrice possa mietere il più possibile tra il tuo popolo di merda caro Vova. Auguri Cuor di Stracchino.

Nel momento in cui crolla l'ultimo eroe del socialismo europeo, nella testa di sessanta milioni di italiani scatta in automatico un solo pensiero: PEDRO PEDRO PEDRO PEDRO PÈ! Il mito del "modello spagnolo" spazzato via in mezzo secondo da Raffaella Carrà e dal balletto del procione. Meraviglioso

Vorrei mandare un saluto vivissimo a Littlebears, traraglio e tutti i pecorai pro putin dei 5stalle ricordando loro che Kostiantynivka ancora non è caduta in mano russa dopo quasi un anno e qualche comunicato del MoD russo sulla conquista definitiva di circa un anno delmaiprossimoventuro fa